fbpx

Terremoto Ancona oggi: possibili nuove forti scosse. La causa è legata allo CO2?

Terremoto Ancona oggi: possibili nuove forti scosse. Causa legata allo CO2
Terremoto Ancona oggi: possibili nuove forti scosse. Causa legata allo CO2

Terremoto Ancona oggi 27 Agosto: scossa alle 4:46

Terremoto Ancona oggi 27 Agosto 2020, è stato registrata la scossa di ML 3.5 nella zona di Cerreto D’Esi (Ancona).

Secondo la scala Richter, un evento sismico di magnitudo 3.5 è classificato come terremoto “leggero”e descritto nel modo seguente: oscillazioni evidenti per gli oggetti interni; i danni strutturali agli edifici sono rari.

Il terremoto di magnitudo 3.5 gradi ha scosso giovedì Ancona e le zone limitrofe a 6 chilometri di profondità. È quanto registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Il terremoto è stato distintamente avvertito anche in tutta la provincia maceratese. L’epicentro si trova infatti a 6 chilometri di distanza da Poggio San Vicino, a 11 chilometri da Apiro e 13 da Matelica.

VEDI ANCHE: — Paura per il vulcano Marsili in Calabria: terremoto potrebbe farlo risvegliare

Terremoto Ancona oggi: rischio altri intensi terremoti?

Il territorio regionale delle Marche è caratterizzato da una pericolosità sismica abbastanza uniforme e di livello medio-elevato: questo significa che l’attività sismica è frequente e che si possono verificare terremoti di magnitudo elevata, anche distruttivi, per quanto questi ultimi con una probabilità di accadimento più bassa. L’assegnazione di quasi tutta la regione alla zona sismica 2, con l’eccezione di una piccola porzione al confine con l’Abruzzo in zona 1 e alcuni Comuni sulla costa in zona 3, è compatibile con i valori di scuotimento del suolo attesi (Ordinanza PCM n. 3519/2006).

I valori di pericolosità sismica elevati sono determinati dalla presenza di molte strutture sismicamente attive
e dalla storia sismica delle Marche, che ha avuto il suo massimo in Appennino con il terremoto del Cagliese del
1781 (magnitudo MW 6.4) e sulla costa con il terremoto di Senigallia del 1950 (MW 5.8).

E’ stato anche scoperto un legame tra i terremoti che scuotono l’Appennino e la presenza di CO2 nelle falde: i campionamenti fatti negli ultimi 10 anni mostrano che l’anidride carbonica raggiunge la massima concentrazione in occasione di attività sismica. La scoperta è stata pubblicata su Science Advances dall’Ingv e dall’Università di Perugia. “Non sappiamo ancora se la CO2 è un segnale che annuncia il sisma”, spiegano i ricercatori.

Potrebbero interessarti anche...