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Raccogliere le castagne nel Lazio: i castagneti dove andare vicino Roma

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Raccogliere le castagne nel Lazio: dove andare

Novembre è il mese perfetto  per una fuga dalla città ed organizzare scampagnate tra i secolari castagneti, stando al contatto con la natura, lontano dal solito quotidiano tran tran.  Il clima è ancora mite e i boschi si tingono di mille colori autunnali.
Ma dove raccogliere le castagne nel Lazio?

Zona di castagneti rigogliosi si trova a Nord di Roma, ovvero a Manziana (tra Canale Monterano e Bracciano), piccolo borgo circondato da boschi bellissimi e maestosi, che anticamente ricoprivano i Monti Sabatini e della Tolfa. Attualmente i boschi ricoprono una superficie di circa 600 ettari e ospitano castagni, querce, aceri selvatici, nespoli, carpini, betulle, felci e piante tipiche del sottobosco.

Spostandoci in provincia di Viterbo, troviamo i castagneti di Vallerano,  che hanno una tradizione secolare, così come le grotte di tufo in cui da sempre si conservano le castagne per l’essiccazione. La castagna di Vallerano è ideale per il consumo immediato, arrostita, bollita o come ingrediente per primi e secondi piatti; per informazioni sulla raccolta delle castagne potete contattare l’Associazione Amici della Castagna di Vallerano.

Ideali per la raccolta delle castagne sono anche i Monti Cimini. Lungo la strada ci si può tranquillamente fermare e raccogliere le castagne cadute fuori dalla recinzione dei castagneti.

In particolare a Soriano nel Cimino dove si è già tenuta (tra il primo e il secondo week-end di ottobre) la festa che rende omaggio alla castagna dei Cimini. Le radici della manifestazione sono lontanissime risalendo alla fine del XV secolo quando fu istituita una festa per ricordare alcuni tragici fatti avvenuti a Soriano il 7 novembre del 1489 (tentativo di conquista del Castello di Soriano da parte del signore di Vignanello Pier Paolo Nardini e sanguinosa battaglia del Fosso del Buon Incontro, dove i sorianesi sconfissero gli invasori).

CASTAGNE A CANEPINA

Altra meta per la raccolta delle castagne vicino Roma è Canepina,  sempre in provincia di Viterbo.  Il nome del paese si riferisce all’attività svolta in loco nel periodo medioevale, ossia la coltivazione della canapa.
Anche qui castagno e i suoi frutti oltre a essere l’immagine e il simbolo del paese, rappresentano il fulcro dell’economia Canepinese. Appartenente alla qualità del “Marrone fiorentino” il Marrone dei Monti Cimini ha trovato in questa zona il suo habitat più idoneo per cui è considerato dagli esperti uno dei migliori d’Italia.

Festa della Castagna a TURANIA

L’appuntamento è per domenica 10 Novembre 2019 in piazza Umberto I°: dalle ore 13:00 si mangia allo stand gastronomico, poi il pomeriggio prosegue con i giochi popolari (15:30), tutto col naso all’insù (17:30) e il tradizionale ballo della mammoccia (18:00).
La mammoccia (o pupa, pupazza, pucchella, puccazza, mammoccia, marmotta, pantasima) è un fantoccio, di sembianze femminili, costruito con un’intelaiatura di canne ricoperte di carta sottile di vario colore, al cui interno trova spazio  la persona che la dovrà “ballare”, mentre al suo esterno vengono applicati numerosi giochi pirotecnici collegati in successione attraverso micce. E’ una tradizione diffusa in alcune zone dell’Abruzzo e del Reatino.

Il menù della sagra della castagna di Turania prevede pasta all’amatriciana, secondo di carne e contorno. Nel pomeriggio si può desinare con  i panini (alla salsiccia o al wurstel). Nel corso della giornata saranno distribuite le caldarroste.

Come raccogliere le castagne?

– E’ sconsigliata la pratica di scuotere i rami con un bastone: perché invasiva nei confronti della pianta e perché rischia di far cadere castagne ancora acerbe.

– La caduta delle castagne da una pianta dura circa 30 giorni, quindi l’ideale sarebbe ritornare in uno stesso luogo ogni 3 giorni per godere sempre dei nuovi frutti.

– Per raccogliere le castagne, nel caso in cui fossero ancora all’interno del riccio, si consiglia di aprire il guscio esercitando una leggera pressione con il piede e facendo uscire il frutto aiutandosi con un piccolo bastoncino di legno. Importante è utilizzare dei guanti spessi da lavoro per evitare di pungersi.

– Raccogliere le castagne in un cestino di vimini o in un sacco di juta. Meglio evitare sacchetti di plastica che non garantiscono una corretta traspirazione.

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Raccogliere le castagne è un reato?

ATTENZIONE: prima di andare alla ricerca di castagne, è bene informarsi se lo si può fare e contattare le organizzazioni turistiche locali per sapere quando, come e dove è possibile andare a raccoglierne nei boschi. In generale sappiate che – se non specificato diversamente – raccogliere le castagne nei boschi è un reato: “tutti i frutti caduti sul terreno appartengono al proprietario del fondo e pertanto la loro raccolta si può prefigurare come un ‘furto’”, scrivono dal Touring Club.

Fare sempre attenzione alle norme locali che regolano la quantità massima di castagne che possono essere raccolte da ogni persona (in molti casi 2 kg al giorno) e verificare che il bosco sia pubblico e non privato.

Dove è consentito raccogliere le castagne e non sentirsi fuori legge?

Certamente è consentito raccogliere le castagne nei boschi dove il proprietario dà il permesso di raccolta oppure lungo le strade. I frutti che cadono sul suolo pubblico possono essere raccolti. Per cui passeggiate lungo le strade che costeggiano i boschi di castagni: qui potrete raccoglierle tranquillamente e se si è fortunati riempirete bei sacchetti.

Raccogliere le castagne, cosa fare una volta raccolte?

Per verificare che la castagne non abbiano vermi o siano cattive, mettete le castagne raccolte in una bacinella acqua: quelle buone rimarranno sul fondo, mentre quelle danneggiate saliranno in superficie a causa dell’aria penetrata al loro interno per via della polpa consumata da un insetto o da una malattia.

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