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Vaccinazioni Covid programma: quando saremo chiamati a fare il vaccino

Vaccino Covid programma
Vaccino Covid programma

Vaccinazioni Covid programma: il calendario

Vaccinazioni Covid programma: il vaccino contro il coronavirus di Pfizer è stato approvato l’11 dicembre e gli operatori sanitari hanno iniziato a ricevere le dosi nella giornata del 27 Dicembre.

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Ma la maggior parte del paese deve ancora aspettare per ricevere il vaccino COVID e non potrà buttare via nemmeno le mascherine.

Ci vorranno ancora molti mesi prima che gli operatori sanitari ricevano tutti le vaccinazioni e che i vaccini siano dati a un numero sufficiente di persone per intaccare la pandemia.

Le autorizzazioni dei vaccini di dicembre segnano una pietra miliare per mesi.

Dopo gli operatori sanitari dovrebbe toccare ai residenti delle case di cura – circa 24 milioni di persone in totale – ma ogni stato decide a chi spetta la priorità  nelle vaccinazioni Covid.
Dopo che gli operatori sanitari e i residenti delle case di cura hanno avuto la possibilità di vaccinarsi, i lavoratori essenziali in prima linea e le persone sopra i 75 anni dovrebbero essere i prossimi in linea tra cui: primi soccorritori, insegnanti, fornitori di asili nido, lavoratori del settore alimentare e agricolo, produttori, addetti alle correzioni, il servizio postale, lavoratori del trasporto pubblico e dipendenti di negozi di alimentari.

Vaccinazioni Covid programma: quando saremmo chiamati a fare il vaccino

Ma successivamente chi verrà chiamato alla profilassi? L’idea dell’esecutivo è di vaccinare in base al grado di fragilità, utilizzando parametri come l’età avanzata e a proporre un metodo sarà Giovanni Corrao, professore di Statistica Medica all’Università Bicocca di Milano, che oggi ha parlato con Libero: a decidere la graduatoria sarà una formula statistica che comparerà la cartella sanitaria di tutti gli italiani. Le Regioni forniranno dati terapeutici e diagnostici: “L’algoritmo che determina la classifica si basa sull’identificazione del profilo clinico di tutti i pazienti che negli ultimi dieci mesi hanno sviluppato forme severe di Covid, che li hanno costretti al ricovero in terapia intensiva o ne hanno provocato perfino la morte. Noi determiniamo il peso che ogni fattore di fragilità, dall’età alle patologie pregresse, ha avuto nel determinare l’aggravamento della funzionalità respiratoria o addirittura il decesso”.

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Secondo il professore non ci sono problemi di privacy perché chi analizza i dati sanitari non conosce la chiave identiicativa della persona:  “L’algoritmo che assegnerà a ciascuno di noi un punteggio che indicherà il grado di precedenza nell’accesso alla profilassi si basa su un mix di pesi e correlazioni tra stile di vita, situazione sanitaria generale, età, patologie croniche. Ci sono una quarantina di voci, a ciascuna delle quali sarà associato un valore a seconda dell’individuo analizzato, che ci consentiranno di tracciare un quadro clinico esaustivo dal quale risulterà il rischio soggettivo di decesso in caso di contrazione del Covid”. L’età avrà un ruolo ma non decisivo visto che, come spiega Corrao, un diabetico di tipo 2 con difficoltà respiratorie potrebbe essere più idoneo a vaccinarsi prima rispetto ad un anziano in buona salute: “Lavoreremo tre giorni in Regione Lombardia, la regione pilota. Partiamo da qui perché ci sono i mai ori dati statistici sul Covid ma ho avuto carta bianca dal ministero, basta una firma del presidente della Regione che mette a disposizione le banche dati e si può iniziare dappertutto”.